Estate__agosto__quindici anni

Mi sono ritrovata adolescente, in queste giornate di mille anni fa, a guardare le stelle in riva al lago, a svegliarsi dalle finestre mentre fai colazione, a cercarsi ogni minuto, a camminare, di notte, in punta di piedi sulla ghiaia per dirsi buonanotte sottovoce.

Pedalare su strade sterrate, calzoncini scuciti e infradito. Comprare pasta integrale, e poi mangiare pizza. Addormentarsi sul dondolo con le gambe intrecciate, confidandosi l’inverno. Disegnare volti tra le nuvole, leggere promesse tra i rami verdi del salice. Pranzare insieme, fare i selfie con gli occhiali da sole, ridere di niente e cantare vecchie canzoni. Ritrovarsi, piangere quando si parte, scriversi mi manchi dopo neanche un’ora.

Rivaluto la Romagna

Dopo una settimana a Cervia! Che mi è rimasta nel cuore, come sempre accade, per i piacevoli momenti che l’accompagnano.

Avevo bisogno di essere comoda (che poi mica stavamo al Grand Hotel..) arrivare in spiaggia e avere ombrellone lettino bar doccia nel raggio di venti metri.

E la Romagna è accogliente, sorridente e turisticamente preparata. I baristi ti sorridono i negozianti sono allegri la piadina è buona. E c’è il sole. La spiaggia è immensa. E la sabbia fina. Come la maglietta di Baglioni. E dopo anni di rocce, ghiaia, la baia valla a cercare, vacanze impegnative, la sabbia sotto i piedi e il tutto servito è tanta roba.

Una settimana spensierata in una cittadina dove la bicicletta fa da padrona, tutti si muovono scivolando su due ruote, dress code. Lo trovo meraviglioso, estivo, pratico. A Cervia il traffico lo fanno le biciclette. La sera fai fatica a parcheggiare. Le due ruote. Per una settimana abbiamo sfrecciato in fila indiana, sentendoci una classe in gita di fine anno.

Cosa mi porto a casa? Il cielo azzurro, gli ombrelloni colorati, le risate, i lettini che ora di sera incastravamo tutti insieme, le bottiglie d’acqua che finivamo a ritmo inverosimile e che ci siamo rubati dalla borsa frigo. Il salvagente a fenicottero, gli spaghetti con le vongole, la piadina a mezzanotte.

Cervia è pulita, organizzata, alberata. Il canale è un tripudio di bar e ristorantini, la sera illuminato e festoso ti fa dimenticare chi sei. A Cervia la gente è mediamente adulta. La vicina Milano Marittima punta invece su una movida poco più che adolescente. Dopo una cena fighissima siamo scappati a gambe levate. Direi a ruote levate!

Si trova da mangiare a prezzi calmierati in ogni dove (spaghetti con il pesce intorno ai 14€, fritto meno di 18). I cani sono ben accetti quasi dappertutto, sotto il lettino non danno fastidio. Noi a loro, forse sì.

Ho ritrovato un gruppo nel gruppo che mi era mancato, sentirsi come fratelli, le cene sotto il portico, le file di candele sulla spiaggia, i fuochi e le stelle cadenti.

Ho giocato a beach volley in spiaggia buttandomi a terra e schiacciando, ho bevuto birra gelata, chiacchierato al buio di notte con gli amici di una vita, ho fatto passeggiate sul bagnasciuga sentendomi in un film di Vanzina insieme ad altre mille persone che spingevano materassini pedalò e bambini in acqua. Ho detto anche io peccato per il mare che però dai il problema è che il fondo è marrone, non è sporca.. infilandomi nel luogo comune dei luoghi comuni della riviera.

LAGO

Quante volte in questi anni ho guardato tra i riflessi di questo orizzonte che si perde nella sponda contrapposta.

Tra le foglie di questo vecchissimo salice che respira e a volte piange, ho cercato risposte anche oggi, Illuminata dal tramonto finalmente limpido.

I ricordi si susseguono e mi rivedo arrampicata sui sassi, a cavalcioni del materassino tra gli spruzzi e i tanti amici, a pagaiare nel silenzio della sera quando anche le barche si mettono in rada e tutto è solo fruscio.

Con mamma ci attardavamo ognuna persa nelle sue letture, stagioni beate in cui stavamo in spiaggia finché il sole abbracciava il Sacro Monte e arrivava l’aria che sempre la sera soffia sul lago.

E quanti sogni, quante speranze si sono dondolate come questi rami delicati che scendono come ornamenti a toccare il prato, sorprese da mille episodi che non avrei mai previsto arrivare, a volte, come ghigliottine sui miei tanti farò.

Ti ho visto ogni anno con occhi diversi, perché ogni volta sono diversa io, con un nuovo presente, con i piedi piantati in queste radici, con la voglia di correre rincorsa dal mio cane che sembro una bambina padrona del mondo