mercoledì, fine dicembre

Milano senza colori, e come anni indietro, sono nasi alle finestre, che appanni e che ci scrivi ti amo, mentre palazzi alberi e strade sono nascoste fino a metà mattina. Milano di gente che si alza pigra, chiusa in casa perché non può uscire. Qualcuno scende a comprare il pane, le mamme trascinano bambini imbacuccati che non giocano e che hanno già imparato la pazienza di una fila e il sacrificio del non si può. Mi godo una nuova dimensione fatta di passeggiate con la cagnolina e di divano nel pomeriggio. Milano di case calde, le ghirlande luminose appese alla porta, un film un libro coperta e tisana. Le amiche in videochiamata, un caffè al bar o un weekend in montagna se riusciamo, stare sveglia fino a tardi ad ascoltare il silenzio della nebbia ed allentare il ritmo sotto il piumone, ascoltando chi si sveglia nelle case di fianco.