Muri di cartapesta

Siccome a Milano i muri delle case sono di carta pressata, io convivo in pratica con tutto il condominio. Senza scendere in dettagli romanzeschi quando suona il telefono del mio vicino, soprattutto in pomeriggi tranquilli nei quali vuoi solo leggere e poi ti appisoli, tu non solo senti questo drin da vecchio apparecchio attaccato alla parete (della mia camera, ne sono certa) che prosegue per una decina di volte, ma anche il vicino che gli urla arrivo. Urla arrivo al suo amico pensionato, che ancora è in attesa dall’altra parte del filo. Dal fondo del corridoio, evidentemente. Non vorrei ascoltare la conversazione, ma le voci dei due sono alte, e misteri del mattone forato, a volte devo cambiare stanza perché sento anche le parole di chi è al di là della cornetta. Tra l’altro era via, per il ponte, il mio vicino. Che è anche il mio contiguo di parcheggio, in cortile. Per dire che ero stata larga con l’auto, confidando in una sua mini vacanza fino a domenica. L’ho sentito brontolare per tutte le scale, direi che siamo pari.

49 pensieri su “Muri di cartapesta

  1. guarda non ti dico qua da me, abbiamo muri trasparenti, pensa che sento quelli due piani sopra di me! Accanto si sono alternati molti vicini, c’è stato un momento che avevo una coppia, lei gridava come una pornostar ad ogni rapporto, era una comica, neppure in una casa di appuntamento sentivi tanto 😂🤣🤣😁 ora stanno arrivando vicini nuovi, speriamo bene, già sopra fanno un casino che al confronto in un cantiere c’è silenzio 🙄☺

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