Scivola la pioggia

In pomeriggi come questi inesorabilmente mi ritrovo con i piedi nelle pozzanghere e gli occhi nel grigio di questa città allagata di pioggia e di freddo. E ritorno ai ritorni da scuola, alla merenda con te in cucina, alla copertina sul divano ed al telefilm prima di cena. Le mattine a studiare per l’università, i libri sul letto, sì scendo io a prendere il pane che almeno stacco un po’.

Mi viene da chiamarti, come si fa l’arrosto con gli spinaci in pentola, oggi ho discusso al lavoro e sono stanca, ho incontrato la tua amica e ti saluta. Comincia a fare freddo, sì ho tirato fuori il piumone, si sto attenta quando esco la sera.

Mi sento sola, anche se sola non sono, e ne ringrazio, ma avrei bisogno della tua voce, del tuo coraggio, del tuo dirmi sempre la parola giusta per stare in pace. Guardo fuori dal vetro, ho le luci accese in casa, alle quattro oggi sembra notte.