Seconda settimana col collega (scollega-to)

MAESTRAMARTINA

Che poi senza offesa, magari non è l’aggettivo giusto. Arrogante, inesperto e orgoglioso, questi rendono.

Insegna italiano, prossimo alla pensione, precario, maestro da quattro anni. Ho detto tutto? Ho detto tutto. Dopo dieci giorni di convivenza forzata in classe mi ha già accusata di mobbing di fronte ad alcune colleghe. Con cui lavoro da vent’anni. Che mi conoscono. Con cui c’è anche un rapporto di amicizia. Quindi non è neppure troppo sgamato. Pensa di essere furbo, a suo modo, non ha capito il poveretto che si sta scavando la fossa da solo.

Non si capisce quando parla, non per il dialetto, ma perchè è confusivo, mangia le parole, frettoloso. Non ci si improvvisa docenti, si impara (con umiltà). Occorre pazienza, carisma, capacità di entrare in sintonia e di essere in grado di intuire se i bambini hanno compreso, e fin dove. Occorre spiegare, e spiegare e spiegare. Fare domande, rispiegare…

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