Soli o beati?

“Quando si evita a ogni costo di ritrovarsi soli, si rinuncia all’opportunità di provare la solitudine: quel sublime stato in cui è possibile raccogliere le proprie idee, meditare, riflettere, creare e, in ultima analisi, dare senso e sostanza alla comunicazione. Certo, chi non ne ha mai gustato il sapore non saprà mai ciò che ha perso, ha lasciato indietro, a cosa ha rinunciato.”
ZYGMUNT BAUMAN

Stasera curiosavo su un blog di appunti sparsi, e lo stile mi ha catturato non meno dell’argomento. E mi sono ricordata di avere letto quest’inverno in ‘Amore Liquido’ di Zigmunt Bauman che la differenza tra solitudine ed essere soli è nel come la si interpreta. Nel come la vivi, come accade per tutto, poi.

Diverso è chi si isola perché non sta bene, chi disprezza gli altri, chi si sente male, solo. Perché per dire.. io da sola sto bene. Mi correggo, io sto bene anche da sola, molte volte. Stare bene da soli è un plus. Scado nei luoghi comuni (cosa che peraltro aborro) lo so, ma riesci a stare da sola se hai risolto diverse questioni con i tuoi mostri personali, se sai guardare i tuoi pensieri ed accoglierli, se sai inventarti ogni volta qualcosa. E poi mi ascolto.

Scelgo di e se stare con gli altri, e scelgo, quando è possibile, con chi stare. Altrimenti con eleganza glisso e mi dissocio. E mi accorgo che le serate hanno più sapore, la birra più dissetante se la compagnia è quella giusta. Allora la notte non arriva più.gtyuh6

Odio le chiacchiere fini a se stesse e la bruta ignoranza. Preferisco il silenzio, o la musica che scelgo io. Sto invecchiando? Si. Consapevolmente.